Donare a un partito politico in Italia dà diritto a una detrazione IRPEF del 26% e, se nell'anno si superano i 500 euro verso lo stesso partito, comporta la pubblicazione di nome, importo e data sul sito della Camera dei Deputati. Questa guida spiega cosa succede quando si versa un contributo, quali sono i limiti e dove controllare che cosa è stato reso pubblico, con i numeri reali delle 135.554 erogazioni registrate dal 2019 a oggi.
La detrazione del 26%: come funziona
Dal 2014 chi versa un contributo a un partito iscritto nel registro nazionale può detrarre dall'IRPEF il 26% dell'importo. La detrazione vale per le somme comprese tra 30 e 30.000 euro l'anno: chi dona 1.000 euro recupera 260 euro di imposta, chi dona 10.000 euro ne recupera 2.600. Il pagamento deve essere tracciabile, quindi bonifico, carta, assegno o altri mezzi che lascino traccia; i contanti non danno diritto al beneficio.
Il partito deve rilasciare una ricevuta e il contribuente la conserva per la dichiarazione dei redditi. La detrazione è riservata alle persone fisiche; per le società valgono regole diverse e più restrittive, di cui parliamo più avanti. La stessa agevolazione si applica anche ai contributi versati tramite la trattenuta sullo stipendio dei parlamentari e degli amministratori che riversano una quota al partito, una pratica molto diffusa che spiega gran parte delle donazioni mensili ricorrenti presenti negli elenchi.
La soglia dei 500 euro: quando il nome viene pubblicato
La regola di trasparenza è fissata dall'articolo 5 del decreto-legge 149/2013, modificato dalla legge 3/2019. Ogni partito deve trasmettere alla Presidenza della Camera l'elenco dei soggetti che nell'anno hanno versato contributi per un totale superiore a 500 euro, con importo e data di ogni erogazione. La Camera pubblica questi elenchi sul proprio sito.
Tre dettagli pratici. La soglia si calcola per anno solare e per singolo beneficiario: dieci versamenti da 60 euro allo stesso partito superano i 500 euro e finiscono nell'elenco, anche se nessuno di essi da solo li raggiunge. Per questo nel database compaiono 43.051 erogazioni singole pari o inferiori a 500 euro: sono le rate di donatori che nell'anno hanno superato la soglia. La comunicazione è a carico del partito, non del donatore. E l'obbligo riguarda anche fondazioni, associazioni e comitati collegati ai partiti, che sono infatti presenti negli elenchi.
Prima del 2019 la soglia era di 5.000 euro e la pubblicazione richiedeva il consenso scritto del donatore. La legge 3/2019 ha abbassato il limite a 500 euro e ha eliminato il consenso: da allora la trasparenza è automatica.
Quanto donano davvero gli italiani
Gli elenchi della Camera permettono di rispondere con precisione. Dal 2019 a oggi sono state pubblicate 135.554 erogazioni per 212 milioni di euro. L'importo medio è di 1.564 euro, ma la media è tirata verso l'alto da poche donazioni molto grandi: l'erogazione mediana è di 1.000 euro.
| Fascia di importo | Erogazioni | % erogazioni | Importo | % importo |
|---|---|---|---|---|
| Fino a 1.000 euro | 82.892 | 61,1% | €47.444.837 | 22,4% |
| Da 1.001 a 5.000 euro | 48.480 | 35,8% | €96.514.733 | 45,5% |
| Da 5.001 a 10.000 euro | 2.568 | 1,9% | €20.724.697 | 9,8% |
| Da 10.001 a 50.000 euro | 1.489 | 1,1% | €31.039.566 | 14,6% |
| Oltre 50.000 euro | 125 | 0,1% | €16.299.031 | 7,7% |
Fonte: elenchi Camera dei Deputati art. 5 D.L. 149/2013, erogazioni comunicate fino al 01/09/2026, elaborazione finanziamentipartiti.it.
Il 97% delle erogazioni non supera i 5.000 euro e produce i due terzi del denaro. Le grandi donazioni sono rarissime: 125 erogazioni sopra i 50.000 euro, lo 0,1% del totale, valgono 16,3 milioni. Solo 74 erogazioni raggiungono o superano i 100.000 euro, per 12,5 milioni complessivi. Il finanziamento privato dei partiti italiani è quindi fatto soprattutto di contributi medio-piccoli e ricorrenti, non di grandi mecenati.
I limiti: 100.000 euro e le regole per le società
La legge fissa un tetto di 100.000 euro l'anno per ciascun donatore verso ciascun partito. Le società possono contribuire solo se lo decide l'organo amministrativo con una delibera, se non hanno partecipazioni pubbliche e se il contributo è iscritto in bilancio. Sono vietati i contributi da enti pubblici, da società a partecipazione pubblica e da governi o enti stranieri. Le violazioni configurano il reato di finanziamento illecito, punito con la reclusione.
Nel database, i contributi "non in denaro" (beni, servizi, sedi, prestazioni) sono 949, lo 0,7% del totale, per un valore dichiarato di 1,75 milioni. Anche questi vanno comunicati e pubblicati sopra i 500 euro. Chi vuole capire il ruolo delle imprese nel finanziamento della politica può leggere l'analisi sulle aziende che finanziano i partiti.
Dove controllare cosa è stato pubblicato
Gli elenchi ufficiali sono sul sito della Camera dei Deputati, in un PDF per anno di centinaia di pagine, ordinato per partito. Sono completi ma difficili da consultare: per cercare un nome bisogna scorrere ogni file. Su finanziamentipartiti.it gli stessi dati sono caricati in un database aggiornato al 01/09/2026 e si possono interrogare in tre modi.
- La ricerca avanzata permette di cercare per nome del donatore, partito, anno e fascia di importo, e di scaricare i risultati in CSV.
- Ogni donatore pubblicato ha una scheda con tutte le erogazioni e i partiti destinatari, raggiungibile dalla classifica dei donatori.
- Ogni partito ha una scheda con il registro completo delle erogazioni ricevute e i suoi principali finanziatori.
Se avete donato più di 500 euro nell'anno a un partito e non vi trovate negli elenchi, la comunicazione può essere in ritardo: i partiti trasmettono i dati con cadenza variabile e la Camera aggiorna i PDF alcune volte l'anno. Nel database la colonna "trasmissione" indica quando ogni erogazione è stata comunicata.
Cosa sapere prima di donare
In sintesi: la donazione è detraibile al 26% se tracciabile e compresa tra 30 e 30.000 euro; sopra i 500 euro nell'anno il nome diventa pubblico, senza bisogno di consenso; il limite è di 100.000 euro per partito; le società donano solo con delibera e a bilancio pubblicato. Chi dona ad associazioni o fondazioni collegate a un partito rientra nelle stesse regole di pubblicità.
Il sistema ha un obiettivo preciso: rendere visibile chi finanzia la politica sopra una soglia bassa, in cambio di un incentivo fiscale. Per vedere come si è evoluto il flusso di denaro anno per anno, dalla riforma del 2019 a oggi, c'è l'analisi quanto costa la politica; per la cornice normativa completa, la guida al finanziamento dei partiti.
Domande frequenti
Quanto si può detrarre donando a un partito?
Il 26% dell'importo versato, per donazioni comprese tra 30 e 30.000 euro l'anno, a condizione che il partito sia iscritto nel registro nazionale e il pagamento sia tracciabile (bonifico, carta, assegno).
Quando una donazione a un partito diventa pubblica?
Quando nell'anno supera i 500 euro verso lo stesso partito. Il partito deve comunicare alla Camera dei Deputati nome del donatore, importo e data, e l'elenco viene pubblicato sul sito della Camera.
Esiste un limite massimo alle donazioni ai partiti?
Sì, 100.000 euro l'anno per ciascun donatore verso ciascun partito. Le società possono donare solo con delibera dell'organo amministrativo e a bilancio pubblicato.
Come posso vedere se il mio nome è stato pubblicato?
Cercando il proprio nome nella ricerca avanzata di finanziamentipartiti.it, che raccoglie tutte le erogazioni pubblicate dalla Camera dal 2019 a oggi, oppure consultando direttamente gli elenchi sul sito della Camera.
Quanto donano in media gli italiani ai partiti?
L'erogazione media pubblicata è di 1.564 euro, ma la mediana è 1.000 euro: il 61% delle erogazioni non supera i 1.000 euro. Solo 125 erogazioni su 135.554 superano i 50.000 euro.
Esplora i dati
Tutti i numeri di questo articolo vengono dal database pubblico di finanziamentipartiti.it, aggiornato al 01/09/2026.
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